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Category: Oro LBMA

ORO –  Schizza sopra i 2000 dollari, si aggrava il conflitto in Ucraina

ORO – Schizza sopra i 2000 dollari, si aggrava il conflitto in Ucraina

Di Gina Lee

Investing.com – L’oro è in salita negli scambi asiatici di questo lunedì, dopo aver superato il livello dei 2000 dollari per la prima volta dopo un anno e mezzo. Gli investitori si sono diretti verso il metallo prezioso come bene rifugio visto l’aggravarsi dell’attacco russo all’Ucraina e viste anche le preoccupazioni per eventuali interruzioni delle forniture. Il palladio ha registrato un nuovo massimo storico.

I future dell’oro sono in salita dell’1,33% a 1.992,75 alle 6:36 AM CET, dopo aver precedentemente toccato il massimo dal 19 agosto di 2.000,69 dollari.

L’invasione russa dell’Ucraina avanza e il presidente Putin si dice intenzionato a continuare fino a quando l’Ucraina non si arrenderà. I combattimenti hanno bloccato l’evacuazione di circa 200.000 civili dalla città di Mariupol, per il secondo giorno consecutivo.

Le posizioni del SPDR Gold Trust (P:GLD) sono salite dello 0,4% a 1.054,3 tonnellate questo venerdì, il massimo da metà marzo 2021. L’oro spot potrebbe salire verso i 2.065 dollari l’oncia, secondo l’analista tecnico Wang Tao.

Gli investitori attendono la decisione di politica monetaria della Banca Centrale Europea attesa nel corso della settimana.

Per quanto riguarda gli altri metalli preziosi, il palladio è schizzato del 4,3% a 3.130,16 dollari l’oncia, dopo aver toccato il massimo storico di 3.172,22 dollari l’oncia. La Russia è il maggiore produttore di palladio, con il 40% dell’intera produzione mondiale.

L’argento è salito dello 0,4% mentre il platino segna un balzo del 2%.

FONTE:

ORO – Quanto costa un kilo?

Quando si legge “metallo prezioso” quasi istintivamente il pensiero va all’oro, così radicalmente associato nella cultura umana da diventarne parte come simbolo di ricchezza, valore e prosperità. Nonostante abbia perso il valore “totalizzante” che ha mantenuto fino a non troppo tempo fa, l’elemento chimico dal simbolo Au resta fondamentale anche nell’ambito pratico, oltre a continuare a rappresentare una fonte di investimento importante.

L’oro è stato uno dei primi metalli le cui qualità sono state “scoperte” in tempi molto antichi: troppo duttile e mallneabile per essere utilizzato al pari di ferro e rame, l’oro per lucentezza, resistenza, fattore conduttivo e duttilità, fattori che lo hanno reso rapidamente il metallo perfetto per la creazione di oggetti di valore, sia economico, sia dal punto di vista simbolico. Per millenni la ricerca dell’oro ha rappresentato una delle principali motivazioni per esplorare ma anche per conquistare e colonizzare.

Al centro dei sistemi economici fin dalle prime civiltà, questo status è stato mantenuto fino ad oggi con il gold standard, ossia il sistema nel quale la base monetaria è data da una quantità fissata d’oro, che in buona sostanza, continua a ripendere dal metallo.

Nella maggior parte del mondo l’oro viene calcolato in base a due fattori, il peso e la caratura, ossia la scala di purezza del metallo: globalmente l’oro di maggior valore è quello a 24 carati che indica su 24 parti è composto per 24 da oro, privo di tracce di altri metalli, considerabile alla stregua di oro puro.

L’unità di misura più utilizzata per calcolare il peso è l’oncia troy, utilizzata anche per altri minerali, (1 oncia troy equivale a 31.1035 grammi). Anche a causa della guerra in Ucraina, il prezzo dell’oro è in sensibile aumento, ed un chilo è valutato 56.238 €, pari a 1.749,21 l’oncia.

FONTE:

ORO – Quanto costa un kilo?
ORO – Nuovi record all’orizzonte

ORO – Nuovi record all’orizzonte

Questo articolo è stato scritto in esclusiva per Investing.com

La storia spesso di ripete. E mentre la ripetizione non è mai perfetta, la price action futura spesso segue il passato quando i ragionamenti sono simili.

Nel 2008, la crisi finanziaria globale ha fatto sì che le banche centrali inondassero il sistema con una liquidità senza precedenti. Lo stimolo del governo ha stabilizzato l’economia, evitando una recessione o conseguenze peggiori. La liquidità e lo stimolo hanno funzionato, ma hanno acceso una miccia inflazionistica che ha portato i prezzi delle materie prime ai massimi pluriennali e, in alcuni casi, di tutti i tempi, nel 2011-2012.

Nel 2011 l’oro salito al massimo storico di 1.920,70 dollari sul contratto COMEX, in quanto il metallo giallo ha risposto all’inflazione. L’oro è sceso con l’inizio della crisi del 2008, ma tre anni dopo ha toccato un massimo storico.

Dodici anni dopo, nel 2020, la pandemia globale ha presentato conseguenze economiche ancora più terribili, poiché il COVID-19 ha portato morte e malattia. Il costo economico è stato devastante e i governi e le banche centrali hanno utilizzato gli stessi strumento del 2008. L’unica differenza è stata nei livelli di liquidità e di stimolo, molto più elevati nel 2020.

Nel 2008, dopo l’inondazione di liquidità, l’oro è schizzato ai massimi storici, eclissando il livello dei 1.000 dollari l’oncia. Ad agosto 2020, l’oro ha più che raddoppiato il livello toccando 2.063. Nel 2021 e inizio 2022, mentre i prezzi delle altre materie prime sono schizzati a massimi storici o pluriennali, l’oro ha registrato correzioni, consolidamenti ed ha assimilato il picco di agosto 2020. A febbraio, i fattori economici e geopolitici hanno spinto l’oro ed il quadro tecnico sembra indicarci un nuovo massimo all’orizzonte.

L’oro supera il pattern a cuneo

Dopo il massimo storico toccato ad agosto 2020, l’oro ha registrato massimi più bassi fino alla settimana del 7 febbraio 2022.

Gold Weekly Chart.

Gold Weekly Chart.

Fonte: CQG

Come mostra il grafico settimanale, il metallo prezioso ha toccato un minimo a marzo 2021 ed ha iniziato a registrare massimi più bassi, formando un pattern a cuneo che tende a preparare un movimento significativo quando viene superato il minimo più alto o il massimo più basso.

Nella settimana terminata il 14 febbraio, l’oro ha superato il primo livello di resistenza tecnica al massimo di metà novembre di 1.879,50 dollari. Il 24 febbraio, mentre la Russia invadeva l’Ucraina i future dell’oro hanno toccato il massimo da settembre 2020, quando ha toccato il massimo di 1.972,50 dollari l’oncia.

L’oro ha superato il pattern a cuneo che durava da due anni. I prezzi sono stati sopra il livello dei 1.900 dollari la scorsa settimana.

L’oro è stata la prima materia prima a registrare un massimo storico nel 2020

L’oro è stato il leader della commodity asset class nell’agosto 2020, diventando la prima materia prima a raggiungere un nuovo massimo storico. L’inondazione di liquidità delle banche centrali e lo tsunami di stimoli governativi hanno acceso una miccia inflazionistica, e l’oro è stato il primo a rispondere.

Molte altre materie prime, tra cui rame, piombo, palladio e altri hanno seguito l’oro nel 2021, raggiungendo dei massimi storici, ma l’oro si è corretto e consolidato intorno al livello dei 1.800 dollari, che è diventato un punto di pivot. Mentre i prezzi delle materie prime hanno raggiunto dei massimi pluriennali o massimi storici, l’oro ha assimilato il suo rally ed è andato avanti con un pattern a cuneo che ha dato il via al rialzo di febbraio.

Valuta e materia prima: il livello dei 1.900 potrebbe diventare il nuovo punto di Pivot

L’oro è unico: è una materia prima ma è anche una valuta. I governi confermano il ruolo dell’oro nel sistema finanziario mondiale in quanto possiedono il metallo come parte integrante delle loro riserve di valute estere. Negli ultimi anni, le banche centrali ed i governi sono stati grandi acquirenti del metallo prezioso.

Dopo le sanzioni Occidentali contro la Russia della scorsa settimana, il valore del rublo russo è precipitato. Dal 28 febbraio, la banca centrale russa ha ripreso ad acquistare oro dal mercato interno. La Russia è il quinto possessore mondiale di oro. All’inizio del 2022, le riserve aurifere della Russia superavano quelle di dollari USA.

Russia e Cina negli ultimi anni stanno creando delle riserve di oro acquistandolo dai mercati interni. Nel 2021 la Russia è stato il terzo produttore mondiale di oro dopo la Cina e l’Australia, con una produzione annua di 310 tonnellate o di circa 10 milioni di once.

Gold Daily Chart.

Gold Daily Chart.

Fonte: CQG

3 motivi per cui il dollaro è destinato a salire

  • L’inflazione è al massimo degli ultimi 40 anni e l’oro è un barometro dell’inflazioni da secoli, se non da millenni.
  • L’oro tende a essere un barometro anche delle tensioni geopolitiche. L’invasione russa dell’Ucraina ha dato il via al maggiore conflitto in Europa dalla Seconda Guerra mondiale. Senza un cambiamento nel governo russo, le tensioni resteranno elevate nei prossimi mesi e anni a venire.
  • La Cina, la seconda economia mondiale e il paese più popoloso della terra, ha creato un’alleanza con la Russia, e questo potrebbe rendere le sanzioni inutili. Russia e Cina cercano di soppiantare il dollaro USA, la valuta di riserva globale, e questo peserà sul valore del dollaro contro l’oro, la valuta rifugio per eccellenza.

I mercati riflettono i panorami economici e politici. I prezzi dell’oro più elevati sono coerenti con il contesto i cui ci troviamo.

FONTE:

PORTAFOGLIO DI GUERRA – Ecco come equipaggiarsi

La prima vittima della guerra, si dice comunemente, è la verità, travolta dalla propaganda. La seconda vittima, aggiunge Russell Napier, è la solidità della moneta.

In queste ore si parla di nuovo (e con maggiore convinzione rispetto ai mesi scorsi) di stagflazione come esito dello shock da offerta prodotto dalle sanzioni contro la Russia. Gli anni Settanta, che nel 2021 erano stati evocati in mezzo a molto scetticismo da chi li aveva vissuti o studiati, sembrano ancora più vicini ora che una crisi energetica rischia di andare ad aggiungersi al contesto fiscale e monetario strutturalmente inflazionistico creato dalla risposta alla pandemia e alle strozzature dell’offerta determinate dalla deglobalizzazione.

E tuttavia, delle due disgrazie che la stagflazione evoca, la stagnazione e l’inflazione, la seconda continua a sembrarci più probabile della prima, quantomeno in America, mentre in Cina non sono alle viste né l’una né l’altra. La stagflazione vera e propria è al momento un rischio per la sola Europa.

Un rischio, non una certezza. La nebbia della guerra può indurre a una lettura distorta della realtà. Il primo giorno del conflitto, il 24 febbraio, si è pensato a una rapida conquista russa dell’Ucraina. Nei giorni seguenti si è parlato invece di una sostanziale sconfitta russa, data come già evidente. Ora si ipotizza una guerra lunga e distruttiva, con una sorta di vittoria di Pirro per Putin e una Russia murata viva per il resto dei suoi giorni. Tre scenari in una sola settimana.

Ci sono poi, accanto a quella militare, altre dimensioni difficili da ponderare. I canali diplomatici rimangono aperti e in qualsiasi momento, almeno sulla carta, potrebbe prospettarsi uno spiraglio, se non di pace almeno di tregua. In alternativa, un regime change a Mosca potrebbe sparigliare tutto e aprire nuovi scenari.

Un ulteriore livello di incertezza circonda le sanzioni, non tanto per i danni inferti alla Russia, assolutamente certi, quanto per le ricadute sul resto del mondo. Non è chiaro il perimetro delle sanzioni. Non è chiaro se ce ne saranno altre. Non è infine definibile l’entità delle cosiddette autosanzioni, ovvero della rinuncia preventiva da parte del mondo corporate a fare affari con la Russia per evitare rischi o per non subire boicottaggi da parte di gruppi di pressione.

In particolare, non è chiaro quanto verrà mantenuto aperto il rubinetto del gas russo, che per ora fluisce regolarmente verso l’Europa in misura perfino superiore a quella dei mesi scorsi in cambio di euro che continuano a scorrere nella direzione opposta. Per il momento è probabile che la pressione futura per ulteriori sanzioni si concentri sul petrolio, più che sul gas, soprattutto da parte americana.

Tutte queste incertezze inducono a non suggerire ancora uno stravolgimento completo dei portafogli. D’altra parte, tuttavia, le possibilità che un portafoglio standard del 2021 esca incolume dalle turbolenze del 2022 non sono così alte da permettere il lusso di non fare nulla. Meglio dunque operare aggiustamenti progressivi e aggiungere quando possibile materie prime (energia, metalli, fertilizzanti, derrate agricole), sostituendo il cash e una parte dei bond a rischio zero con oro.

L’oro, in questo contesto, sembra preferibile alle criptovalute per due ragioni. La prima è che il congelamento delle riserve valutarie russe detenute all’estero come effetto delle sanzioni indurrà alcune banche centrali (tra cui probabilmente quella cinese) a non tenere i nuovi afflussi valutari in titoli di Stato più del necessario e ad accumulare al loro posto oro e forse, un giorno, materie prime da tenere sotto chiave in casa propria. La seconda ragione è che le criptovalute, poco amate negli ultimi tempi dal governo russo, sono viste oggi da Mosca sotto una nuova luce. Proprio per questo, però, il mondo delle cripto potrebbe essere in futuro oggetto di restrizioni nei paesi occidentali.

La componente azionaria, dal canto suo, va indirizzata in senso difensivo. Qui va fatta però una distinzione tra America ed Europa. Se in America ipotizziamo un permanere della crescita trainato dall’uscita dalla pandemia e da una maggiore produzione interna di fonti energetiche in sostituzione di quelle oggi importate dalla Russia, difensivo significa banche (i tassi saliranno comunque), valore, ciclici e utilities. In Europa, dove la crescita dell’economia sarà più penalizzata, bisogna invece essere più selettivi scegliendo le banche più solide e usando cautela con i ciclici e con le utilities legate all’energia, che potrebbero essere spinte dai governi a privilegiare gli utenti rispetto agli azionisti.

Con una Fed che continuerà a chiudere un occhio sull’inflazione e una Bce che li chiude tutti e due, la Cina, con la sua bassa inflazione, con un cambio forte e con rendimenti reali positivi sui suoi titoli di stato risulta attraente per la componente a reddito fisso del portafoglio. È doveroso però ricordare che la durezza americana verso la Russia ha come obiettivo, oltre a quello di fare implodere un potenziale alleato strategico della Cina, quello di inviare a Pechino un potente messaggio su quello che potrà succedere il giorno in cui l’Esercito Popolare di Liberazione metterà piede a Taiwan. Chi investe in Cina può insomma dormire tranquillo se fa una fotografia dei fondamentali, ma deve sapere che la guerra alla Russia è solo il primo capitolo della guerra secolare alla Cina.

La Cina, dal canto suo, è perfettamente consapevole della delicatezza della sua situazione e si muove con grande prudenza. Se da una parte la Russia delle materie prime sarebbe perfettamente complementare rispetto alla Cina della manifattura e della tecnologia, dall’altra il rischio di accelerare troppo la separazione con l’Occidente (in un momento in cui l’export cinese è così importante per bilanciare i problemi domestici) indurrà Pechino a mantenere un profilo molto basso e a fare di tutto per rispettare le sanzioni contro la Russia.

Restando in Asia, oltre a un Pakistan filocinese ma anche filorusso, va tenuta d’occhio l’India, che cerca in tutti i modi di mantenere aperta la porta alla Russia. Chi in questi anni ha puntato sull’India ritenendola un paese ormai entrato nell’orbita occidentale farà bene a riflettere sul fatto che l’India è un paese fondamentalmente e convintamente nazionalista e che tutto il resto è per lei contingente.

A cura di Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos

FONTE:

PORTAFOGLIO DI GUERRA – Ecco come equipaggiarsi
ORO – Metallo pregiato e di grande valore: le quotazioni sono davvero altissime

ORO – Metallo pregiato e di grande valore: le quotazioni sono davvero altissime

L’oro è sicuramente uno dei metalli più pregiati e di grande valore: in tanti utilizzano questo materiale da ormai svariati secoli. Scopriamo insieme perché è cosi importante e soprattutto come mai le quotazioni dell’oro oggi sono altissime.  

Sono secoli ormai che l’oro è l’unico materiale che mantiene la sua importanza quasi intatta nel corso della storia. Al giorno d’oggi, moltissimi hanno gioielli in oro, che , oltre ad essere belli proprio per le caratteristiche intrinseche del metallo, rappresentano anche un’ottima fonte di ricchezza.

L’oro a differenza di altri metalli presenta caratteristiche ben definite che lo rendono un materiale molto pregiato. Infatti, oltre ad essere utilizzato per la creazione di gioielli di elevato valore, in passato ne è stato fatto largo utilizzo anche per la creazione di monete vista la difficolta nel replicare le sue caratteristiche uniche. 

Scopriamo insieme perché l’oro è così importante e come mai le sue quotazioni sono sempre più alte nonostante sia ad oggi largamente utilizzato. 

Un primo utilizzo dell’oro come metallo risale addirittura a millenni fa, infatti, numerose conferme dell’utilizzo di tale metallo le possiamo ritrovare in antiche civiltà come quella dei Sumeri o degli Egizi. Per quest’ultimi, l’oro era associato all’immenso potere del faraone.

Come abbiamo capito, la creazione di oggetti e monete in oro risale sicuramente a tanti millenni fa. La lavorazione di questo metallo è avvenuta addirittura prima di quella dell’ormai utilizzatissimo rame. E’ importante chiedersi, però, come mai questo metallo sia così prezioso e cosa lo rende unico.

Il motivo principale è sicuramente legato alle caratteristiche di questo metallo che sono uniche. Esso è un materiale molto resistente e dal punto di vista chimico è inerte, ovvero, mantiene la sue caratteristiche invariate nel corso dei secoli. Oltre a queste caratteristiche, l’oro è molto importante anche per la sua duttilità e malleabilità.

Attualmente, l’oro non ha un utilizzo solo in gioielleria ma è presente in moltissimi altri settori. Gli Stati della maggior parte del mondo, infatti, detengono le proprie riserve monetarie in oro che ad oggi rappresentano la garanzia ultima di uno Stato nell’assolvere alla proprie obbligazioni.

La quotazione dell’oro oggi

Per quanto riguarda, invece, il valore dell’oro esso è condizionato da diversi fattori: dalle operazioni di estrazione, dalla richiesta di mercato e dalle crisi economiche. Ad oggi, un’oncia di oro è valutata a 1889,28 dollari statunitensi.

Le attuali tensioni militari e il conflitto scoppiato tra Russia e Ucraina, ha portato al rialzo del prezzo di numerosi beni, compreso questo prezioso metallo. E’ probabile, infatti, che il proseguimento della crisi potrebbe portare tale valore all’oncia a circa 2000 dollari. 

FONTE:

ORO – Nonostante le elevate oscillazioni, l’ex manager di Goldcorp prevede forti movimenti di prezzo

Dall’inizio dell’anno il prezzo dell’oro sta tendendo nuovamente al rialzo, anche se gli investitori sono esposti a elevate oscillazioni. Un esperto di materie prime mantiene tuttavia un atteggiamento estremamente rialzista nei confronti del prezzo dell’oro, e questo per una determinata ragione. • L’esperto vede raggiunto lo scenario di picco dell’oro • Si prevede un aumento del prezzo • Obiettivo di prezzo rialzista di 2.400-2.500 dollari USA Dall’inizio dell’anno, il prezzo dell`oro è aumentato di circa il 10,0 per cento. Sulla base di una prospettiva trimestrale, l’aumento a poco più del sei percento è solo di poco superiore (stato: 24 febbraio 2022). Ma Ian Telfer, ex presidente di Goldcorp, attesta che il metallo prezioso presenta prospettive di prezzo estremamente buone. Scenario del picco dell’oro già raggiunto Nei confronti di kitco.com, Telfer ha perorato la causa dell’oro, adducendo in particolar modo la limitatezza della risorsa. Secondo l’esperto, il picco dell’oro, ovvero il momento in cui si raggiunge il tasso massimo di produzione di oro a livello mondiale, ha già avuto luogo. “Penso che abbiamo [raggiunto il picco dell’oro]. Penso che a un prezzo inferiore a $ 3.000 l’oncia abbiamo trovato la maggior parte dell’oro che troveremo, forse persino tutto l’oro che troveremo”, ha sottolineato Telfer. Secondo la teoria del picco dell’oro, da questo momento in poi la produzione di oro scenderà continuamente quasi a raggiungere lo zero. L’ex manager di Goldcorp osserva come questo scenario sia già arrivato: “Se si osservano i successi esplorativi degli ultimi 20 anni, nel corso di questo periodo essi sono costantemente diminuiti, e il motivo non risiede nel fatto che le persone non vogliano spendere soldi o non vogliano trovare oro, quanto piuttosto nel fatto che, secondo la mia opinione, tutti i depositi in cui si possono fare soldi per meno di $ 3.000 sono stati trovati”. Il prezzo dell’oro è prossimo a un ulteriore aumento Considerato il livello attuale dei prezzi, varrebbe la pena effettuare fusioni e acquisizioni, ma l’esperto presume che il prezzo dell’oro continuerà a salire in futuro. Al momento attuale, l’oro costa circa 1.895 dollari USA per oncia troy (al 25/02/22), ma Telfer ritiene probabile un aumento da 2.400 a 2.500 dollari USA. Ciò significa che il prezzo dell’oro ha ancora un margine di aumento compreso tra il 25 e il 30%, ben al di sopra del prezzo record di 2.063 dollari USA per oncia troy raggiunto fino a questo momento. “Penso che abbiamo raggiunto il ‘Peak Gold’ e per questo motivo credo che in futuro il prezzo dell’oro conoscerà un ottimo andamento”, ha affermato con convinzione Telfer a kitco.com. Tuttavia è probabile che, nel breve termine, gli eventi attuali eserciteranno una forte influenza sul prezzo dell’oro. In particolar modo gli sviluppi geopolitici della crisi tra Russia e Ucraina, che stanno spingendo sempre più gli investitori fuori dal mercato azionario e dagli investimenti in attività rischiose, potrebbero confermare l’oro come risorsa capace di trarre vantaggi dalla crisi. A ciò si aggiunge il forte andamento dell’inflazione, che anche in passato ha contribuito al rialzo del prezzo dell’oro.

FONTE:

ORO – Nonostante le elevate oscillazioni, l’ex manager di Goldcorp prevede forti movimenti di prezzo
ORO – Visto sopra 2.000 dollari. Il tetto per l’argento 25,40 dollari – E il bitcoin?

ORO – Visto sopra 2.000 dollari. Il tetto per l’argento 25,40 dollari – E il bitcoin?

La guerra in Ucraina crea rischi di stagflazione per l’economia in generale che rafforzano la convinzione di Goldman Sachs di un aumento dei prezzi dell’oro nei prossimi mesi a 2.150 dollari l’oncia. Quanto all’argento è scambiato sopra 24 dollari l’oncia, ma 25,40 dollari, il top da novembre, sembra essere il tetto massimo per l’argento, secondo Kinesis Money. Bitcoin bene rifugio? In un ipotetico scenario in cui la crypto arrivasse a una quota del 50% come riserva di valore, per eToro il suo prezzo raggiungerebbe poco più di 100.000 dollari

La messa in allerta da parte del presidente russo, Vladimir Putin, delle difese nucleari, con l’ucraina che a questo punto sembra essere solo un tassello di un progetto più ampio, porta gli investitori a vendere azioni e ad acquistare il bene rifugio per eccellenza, l’oro, di nuovo sopra la soglia psicologica di 1.900 dollari l’oncia (+1,31% a 1.912 dollari l’oncia). Seguono l’argento con un +0,85% a 24,51 dollari e il platino con un +1% a 1.061 dollari. Sebbene le sanzioni dell’Occidente siano progettate per creare la massima pressione sulla Russia, “data l’importanza centrale del paese per i mercati dell’energia, dei metalli e dell’agricoltura, è impossibile che queste imposizioni non abbiano un impatto sull’economia globale con una diminuzione delle esportazioni russe che chiaramente guiderà i prezzi già elevati ancora più in alto”, ha sottolineato Rupert Rowling, Market Analyst di Kinesis Money.

“Non sorprende che lo scoppio della guerra in Ucraina abbia visto un aumento dei volumi di scambio in oro, l’ultimo bene rifugio. Ma mentre c’è stata una corsa all’oro e il prezzo è aumentato in modo significativo, 1.900 dollari l’oncia sembra presentare una resistenza significativa alla capacità del metallo prezioso di salire ancora”, ha osservato l’esperto. D’altra parte, ha spiegato, “sebbene le prospettive geopolitiche rimangano estremamente favorevoli all’oro, il contesto macroeconomico più ampio in cui si prevede una serie di aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali di tutto il mondo fornisce un tetto a quanto può salire questo asset”.

Comunque, almeno nel breve termine, la recente escalation con la Russia crea rischi di stagflazione per l’economia in generale, a causa di prezzi energetici più elevati, che rafforzano la convinzione di Goldman Sachs di un aumento dei prezzi dell’oro nei prossimi mesi a 2.150 dollari l’oncia. Quanto all’argento è scambiato comodamente sopra 24 dollari l’oncia. “Tuttavia, 25,40 dollari, il massimo da novembre, sembra essere il tetto massimo per l’argento con una breve salita al di sopra di questo livello seguito da un forte calo”, ha aggiunto Rowling.

Molti, poi, ritengono sia più corretto confrontare il prezzo del bitcoin (-4,20% a 38.080 dollari al momento) con quello dell’oro, rispetto a quelli delle altre valute (esempio il dollaro americano). “Questo in quanto come il bitcoin, anche l’oro ha un’offerta limitata, entrambi sono utilizzati come riserve di valore e non sono manipolabili da banche centrali per il raggiungimento degli obiettivi di politica monetaria”, ha spiegato Gabriel Debach, market analyst di eToro. In particolare, c’è un limite di 21 milioni di bitcoin imposto nell’algoritmo matematico e questo valore non è modificabile. Per quanto riguarda l’oro, il nuovo limite annuale ammonta a circa 2.500 tonnellate poiché la fornitura mondiale di oro sta diminuendo o diventa più difficile da raggiungere utilizzando le moderne tecniche di estrazione. Il punto chiave è se il Bitcoin possa essere utilizzato come strumento rifugio nei momenti di incertezza dei mercati finanziari, come l’oro, oppure no.

Osservando le correlazioni tra bitcoin (utilizzando i prezzi di Coinbase), l’Etf SPDR Gold Shares (GLD) e l’indice S&P 500 Debach nota come la correlazione tra il bitcoin e l’indice americano sia notevolmente aumentata nel tempo, mentre la correlazione tra oro e S&P 500 abbia visto una notevole contrazione. In aggiunta, durante l’escalation sul fronte ucraino, l’oro ha visto, appunto, una salita sopra 1.900 l’oncia, a discapito della correzione del bitcoin sotto 37.000 dollari. Correlazione tra bitcoin e oro che è, dunque, perfino diventata negativa (dati al 23 febbraio). Secondo molti analisti, la moneta digitale potrebbe prendere quote di mercato dell’oro come parte di una sempre più ampia adozione di risorse virtuali a livello globale. Goldman Sachs ha affermato che la criptovaluta ha attualmente una quota del 20% del mercato come riserva di valore. In un ipotetico scenario in cui il bitcoin arrivasse a una quota del 50% come riserva di valore, il suo prezzo raggiungerebbe poco più di 100.000 dollari.

“A sostenere le pressioni rialziste sul bitcoin una sempre maggior adozione da parte dei fondi istituzionali. In una situazione di alta inflazione e alla ricerca di una più ampia diversificazione, tali ingressi di denaro potrebbero favorire i prezzi delle criptovalute; in aggiunta al fatto che circa tre quarti dei BTC in circolazione sono illiquidi. E se non bastasse, il maggior interesse da parte degli istituti finanziari verso il mondo delle criptovalute, vedi per ultimo in Italia Banca Generali, potrebbe consentire una minor restrizione di denaro verso il mondo delle valute digitali”, ha precisato il market analyst di eToro, per il quale tutto questo porta a riflessioni su come il bitcoin possa rappresentare una nuova asset class sulla quale diversificare il proprio portafoglio, sebbene offra una protezione contro il calo dei mercati inferiore rispetto a quella dell’oro, almeno allo stato attuale. Tuttavia, “anche una piccola esposizione all’interno del portafoglio consentirebbe di ridurre la correlazione complessiva e perfino aumentare l’indice il rendimento e soprattutto l’indice Sharpe o Sortino”.

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LE CONSEGUENZE ECONOMICHE DELLA GUERRA – Vola il prezzo del gas: +57%, petrolio alle stelle. Crollano le Borse

L’attacco militare all’Ucraina è partito nella notte. La mossa della Russia di Putin ha mandato i mercati nel panico, con le quotazioni di materie prime, energia, cereali e metalli alle stelle e Borse in picchiata. Il prezzo del petrolio è sotto pressione: il Brent schizza sopra 100 dollari al barile per la prima volta da oltre sette anni, per poi attestarsi a 99 dollari, mentre i futures sul Brent guadagnano il 7,71%, a 104 dollari al barile. Prosegue la corsa al rialzo, apparentemente senza freni, anche dei prezzi del gas. I future scadenza marzo scambiati ad Amsterdam salgono del 57,2%, a 139,75 euro per megawattora, mentre la scadenza aprile sale del 56% a 138,67 euro. Più contenuto l’aumento dei future scambiati negli Stati Uniti, in rialzo del 5,12%.
La Borsa di Mosca crolla di quasi il 30% dopo l’attacco della Russia all’Ucraina. Il listino moscovita, che era stato sospeso a ridosso dell’annuncio, ha ampliato le perdite registrate all’avvio e vede l’indice Moex registrare un calo record del 28,8%. L’indice azionario russo Rts denominato in dollari crolla fino a -38%, al minimo intraday di 960,24 punti. L’attacco russo all’Ucraina sta mandando in fumo qualcosa come 180 miliardi di dollari di capitalizzazione sulla Borsa di Mosca, secondo i calcoli dell’agenzia Bloomberg. Le autorità russe sono state costrette a sospendere per la seconda volta le contrattazioni dopo che l’indice Moex si è inabissato del 28,8%, in quello che è il maggior crollo mai registrato nella sua storia.
Nel pomeriggio il mercato azionario, resta sempre in forte calo dopo l’avvio negativo della seduta a Wall Street. L’indice Ftse Mib risale solo di qualche frazione di punto, e segna -4,51%, a 24.784 punti. In Piazza Affari il ribasso colpisce Unicredit (-12,8%) insieme alle altre banche come Intesa (-8,4%), Bpm (-8,5%) e Bper (-7%). Pirelli cede il 10,7%. Tengono Eni (-0,2%) e Snam, Saipem sale dell’1,3%, Terna dell’1,7%, Leonardo a +3%.

Piazza Affari “brucia” 30 miliardi

Chiude in forte ribasso Piazza Affari, con il Ftse Mib sotto la soglia dei 25.000 punti (-4.01%, a 24.890 punti), che equivalgono a oltre 30 miliardi di capitalizzazione “bruciati” in un una sola seduta. La corsa alle vendite è partita sulla campanella dell’apertura, dilagando su quasi tutto il listino, a eccezione di qualche titolo come i petroliferi. I ribassi più marcati sono invece stati come prevedibile per le società più legate al business russo. In prima fila le banche, con Unicredit -13,49% scontando l’esposizione sul mercato russo. Intesa a sua volta cede il 7,96%, Bpm giù dell’8,19%, Bper del 7,60%. Tra gli industriali pagano Pirelli (-10,40%), Maire (-7,86%), Buzzi (-7,84%). Stellantis chiude sul -6,06%. Tr ai petroliferi Eni attenua il calo al -0,48%, mentre Saipem sale dell’1,85% dopo aver presentato il preconsuntivo 2021 mentre la revisione del portafoglio ordini non ha fatto emergere ulteriori impatti rispetto a quelli già conosciuti. Balzo di Leonardo (+4,34%), che opera nel settore della difesa, bene anche Diasorin (+2,47%), Amplifon e Campari (+1,81%) quest’ultima reduce peraltro da un calo del 10% mercoledì.
Le borse europee chiudono la seduta in forte ribasso dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il Ftse 100 di Londra cede il 3,82% a 7.212 punti, il Cac 40 di Parigi cede il 3,91% a 6.515 punti, il Dax 30 di Francoforte il 3,92% a 14.057 punti e l’Ibex 35 perde il 2,85% a 8.199 punti.

Spread chiude in calo

Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund . Sul reddito fisso europeo si è vissuta una seduta in due tempo: il primo caratterizzato da una breve fiammata in avvio di giornata che ha portato lo spread tra differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmrk (Isin IT0005436693) e il pari scadenza russo fino a 175 punti base dai 171 punti base del closing precedente. Nel tardo pomeriggio, invece, la dinamica dei rendimenti sulla curva euro (che complessivamente non aveva comunque registrato movimenti bruschi) ha cambiamento direzione. Alla base dell’inversione di tendenza le parole del governatore della banca centrale austriaca, Robert Holzmann, componente del consiglio direttivo della Bce, secondo cui la Bce dopo l’attacco all’Ucraina potrebbe rallentare il piano di uscita dal programma di stimoli economici all’economia dell’Eurozona. Una impostazione poi ribadita anche da Isabel Schnabel, altro membro del comitato esecutivo della Bce. A fine seduta lo spread si è attestato a 164 punti base dai 171 di ieri, mentre il rendimento del BTp decennale benchmark ha terminato a quota 1,82% dall’1,90% di ieri.

Tutti gli indici europei scambiano in forte flessione. Il Cac 40 di Parigi cede il 4,35% a 6.492 punti e il Dax 30 di Francoforte arretra del 4,29% a 14.003 punti. L’Ibex 35 di Madrid perde il 4,99% a 8.069 punti.
FONTE:
LE CONSEGUENZE ECONOMICHE DELLA GUERRA – Vola il prezzo del gas: +57%, petrolio alle stelle. Crollano le Borse
PORTAFOGLI ANTI-INFLAZIONE – ORO, materie prime e obbligazioni, il mix per affrontare (bene) il caro vita

PORTAFOGLI ANTI-INFLAZIONE – ORO, materie prime e obbligazioni, il mix per affrontare (bene) il caro vita

Nel 2021 la più grande preoccupazione degli investitori era il Covid-19 e le sue varianti, ritenuti i potenziali seri ostacoli alla ripresa economica e su tale sentiment sono stati costruiti i portafogli. Poca importanza era stata data all’inflazione e ai temi geopolitici. È quanto emerge dalla 19° edizione dell’indagine «Mercer European Asset Allocation», società leader mondiale nei settori risk, strategy & people, che ha coinvolto oltre 850 portafogli istituzionali paneuropei di undici paesi, per una copertura totale di mille miliardi di euro di asset.

Le strategie

«Secondo noi,– spiega Luca De Biasi, responsabile Wealth di Mercer Italia,- l’inflazione non solo è stata sottovalutata, ma riteniamo che non sarà temporanea come molti sostengono. Il rischio di un’ inflazione particolarmente alta noi l’avevamo identificato già a fine 2020, suggerendo ai nostri clienti istituzionali di costruire per tempo portafogli resistenti all’urto, utilizzando oro, commodities, obbligazioni legate all’inflazione e scegliendo esposizioni all’immobiliare e alle infrastrutture che dovrebbero dare buone soddisfazioni nel futuro. Questi asset rappresentano un punto di partenza che, oggi, anche alla luce della situazione in Ucraina, vanno integrati con altre scelte coraggiose, ovvero, inserendo in portafoglio strategie hedge liquid alternative, con un peso del 10-15%; incrementando fino al 15% il peso delle strategie di copertura, come oro e dollaro Usa e aumentando l’esposizione nelle materie prime, perché i prezzi continueranno a salire».
Per De Biasi, nel ribilanciare il portafoglio, converrebbe anche ridurre la componente azionaria, privilegiando i titoli value ai growth e in ambito reddito fisso, conviene scegliere le obbligazioni con bassa durata, le inflation linked e i titoli dei Paesi emergenti in valuta locale.

Il fattore Esg

Dall’ indagine “Mercer European Asset Allocation” del 2021, mettendo a confronto i portafogli istituzionali italiani con quelli europei, sono emersi alcuni interessanti dati. Ad esempio, negli italiani, l’esposizione azionaria è più alta (29%), rispetto alla media europea (20%). È invece più basso il peso delle obbligazioni tradizionali: 32% contro il 53% della media europea. In compenso nei portafogli italiani hanno un peso maggiore le obbligazioni high yield e gli absolute return bond che rientrano nella componente alternatives: 27% contro la media europea del 20%. In crescita in tutta Europa è l’integrazione dei rischi Esg (Environmental Social Governance) nelle decisioni di investimento. Lo fanno il 76% degli investitori istituzionali. Quattro anni fa lo facevano solo il 65%.

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ORO, ADESSO E’ CRISI – Ecco il prezzo dove può arrivare

A lungo considerato il “re” dei metalli, l’oro mantiene uno status piuttosto importante anche al di fuori del contesto economico, e resta uno dei migliori strumenti di investimento senza se se senza ma. Da millenni considerato non solo prezioso e raro, ma quasi “sacro”, in quanto spesso associato a divinità, con una certa frequenza il composto aureo è stato considerato una sorta di concezione divina.

Metallo prezioso

L’oro è stato molto probabilmente il primo metallo “scoperto” dall’uomo, che ne ha quasi immediatamente apprezzato le innumerevoli doti di duttilità, inossidabilità e resistenza agli agenti atmosferici, oltre che di una lucentezza unica, e sopratutto per quest’ultimo motivo è stato sempre associato alla ricchezza ed al benessere. Rispetto a rame e ferro, l’oro è stato da subito utilizzato per la creazione di monili, gioielli e sopratutto di monete.

Oro, adesso è crisi: ecco il prezzo dove può arrivare

Le civilità più antiche hanno utilizzato l’oro sotto qualsiasi forma come “base” per i sistemi economici, metodologia che è ancora attuale, dato che i mercati sono ancora fortemente influenzati dalla richiesta e dell’offerta del biondo metallo. La legge del mercato infatti evidenzia una tendenza al rialzo sopratutto nei periodi di maggiore sfiducia economica, ma anche quando un determinato contesto sociale invita a nuovi investimenti.

Anche nel contesto odierno, oramai dominato dai pagamenti elettronici, l’oro mantiene un valore tangibile difficilmente equiparabile, nonostante non sia più raro come un tempo: la recente ed attuale crisi sul fronte russo-ucraino ha fatto alzare la richiesta e quindi il valore dell’oro che si è avvicinato a quello di 2000 dollari americani per oncia, nello specifico 1.915 dollari l’oncia, pari a circa 54,32 euro per grammo. Con l’approssimarsi di un conflitto, l’oro, come il petrolio ed il gas naturale tendono a rialzarsi, e l’oro potrebbe effettivamente percepire un nuovo rialzo proprio nelle prossime settimane, superando anche di diversi punti la valutazione attuale, fino a raggiungere i 2400 dollari l’oncia.

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ORO, ADESSO E’ CRISI – Ecco il prezzo dove può arrivare