La guerra in Ucraina crea rischi di stagflazione per l’economia in generale che rafforzano la convinzione di Goldman Sachs di un aumento dei prezzi dell’oro nei prossimi mesi a 2.150 dollari l’oncia. Quanto all’argento è scambiato sopra 24 dollari l’oncia, ma 25,40 dollari, il top da novembre, sembra essere il tetto massimo per l’argento, secondo Kinesis Money. Bitcoin bene rifugio? In un ipotetico scenario in cui la crypto arrivasse a una quota del 50% come riserva di valore, per eToro il suo prezzo raggiungerebbe poco più di 100.000 dollari

La messa in allerta da parte del presidente russo, Vladimir Putin, delle difese nucleari, con l’ucraina che a questo punto sembra essere solo un tassello di un progetto più ampio, porta gli investitori a vendere azioni e ad acquistare il bene rifugio per eccellenza, l’oro, di nuovo sopra la soglia psicologica di 1.900 dollari l’oncia (+1,31% a 1.912 dollari l’oncia). Seguono l’argento con un +0,85% a 24,51 dollari e il platino con un +1% a 1.061 dollari. Sebbene le sanzioni dell’Occidente siano progettate per creare la massima pressione sulla Russia, “data l’importanza centrale del paese per i mercati dell’energia, dei metalli e dell’agricoltura, è impossibile che queste imposizioni non abbiano un impatto sull’economia globale con una diminuzione delle esportazioni russe che chiaramente guiderà i prezzi già elevati ancora più in alto”, ha sottolineato Rupert Rowling, Market Analyst di Kinesis Money.

“Non sorprende che lo scoppio della guerra in Ucraina abbia visto un aumento dei volumi di scambio in oro, l’ultimo bene rifugio. Ma mentre c’è stata una corsa all’oro e il prezzo è aumentato in modo significativo, 1.900 dollari l’oncia sembra presentare una resistenza significativa alla capacità del metallo prezioso di salire ancora”, ha osservato l’esperto. D’altra parte, ha spiegato, “sebbene le prospettive geopolitiche rimangano estremamente favorevoli all’oro, il contesto macroeconomico più ampio in cui si prevede una serie di aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali di tutto il mondo fornisce un tetto a quanto può salire questo asset”.

Comunque, almeno nel breve termine, la recente escalation con la Russia crea rischi di stagflazione per l’economia in generale, a causa di prezzi energetici più elevati, che rafforzano la convinzione di Goldman Sachs di un aumento dei prezzi dell’oro nei prossimi mesi a 2.150 dollari l’oncia. Quanto all’argento è scambiato comodamente sopra 24 dollari l’oncia. “Tuttavia, 25,40 dollari, il massimo da novembre, sembra essere il tetto massimo per l’argento con una breve salita al di sopra di questo livello seguito da un forte calo”, ha aggiunto Rowling.

Molti, poi, ritengono sia più corretto confrontare il prezzo del bitcoin (-4,20% a 38.080 dollari al momento) con quello dell’oro, rispetto a quelli delle altre valute (esempio il dollaro americano). “Questo in quanto come il bitcoin, anche l’oro ha un’offerta limitata, entrambi sono utilizzati come riserve di valore e non sono manipolabili da banche centrali per il raggiungimento degli obiettivi di politica monetaria”, ha spiegato Gabriel Debach, market analyst di eToro. In particolare, c’è un limite di 21 milioni di bitcoin imposto nell’algoritmo matematico e questo valore non è modificabile. Per quanto riguarda l’oro, il nuovo limite annuale ammonta a circa 2.500 tonnellate poiché la fornitura mondiale di oro sta diminuendo o diventa più difficile da raggiungere utilizzando le moderne tecniche di estrazione. Il punto chiave è se il Bitcoin possa essere utilizzato come strumento rifugio nei momenti di incertezza dei mercati finanziari, come l’oro, oppure no.

Osservando le correlazioni tra bitcoin (utilizzando i prezzi di Coinbase), l’Etf SPDR Gold Shares (GLD) e l’indice S&P 500 Debach nota come la correlazione tra il bitcoin e l’indice americano sia notevolmente aumentata nel tempo, mentre la correlazione tra oro e S&P 500 abbia visto una notevole contrazione. In aggiunta, durante l’escalation sul fronte ucraino, l’oro ha visto, appunto, una salita sopra 1.900 l’oncia, a discapito della correzione del bitcoin sotto 37.000 dollari. Correlazione tra bitcoin e oro che è, dunque, perfino diventata negativa (dati al 23 febbraio). Secondo molti analisti, la moneta digitale potrebbe prendere quote di mercato dell’oro come parte di una sempre più ampia adozione di risorse virtuali a livello globale. Goldman Sachs ha affermato che la criptovaluta ha attualmente una quota del 20% del mercato come riserva di valore. In un ipotetico scenario in cui il bitcoin arrivasse a una quota del 50% come riserva di valore, il suo prezzo raggiungerebbe poco più di 100.000 dollari.

“A sostenere le pressioni rialziste sul bitcoin una sempre maggior adozione da parte dei fondi istituzionali. In una situazione di alta inflazione e alla ricerca di una più ampia diversificazione, tali ingressi di denaro potrebbero favorire i prezzi delle criptovalute; in aggiunta al fatto che circa tre quarti dei BTC in circolazione sono illiquidi. E se non bastasse, il maggior interesse da parte degli istituti finanziari verso il mondo delle criptovalute, vedi per ultimo in Italia Banca Generali, potrebbe consentire una minor restrizione di denaro verso il mondo delle valute digitali”, ha precisato il market analyst di eToro, per il quale tutto questo porta a riflessioni su come il bitcoin possa rappresentare una nuova asset class sulla quale diversificare il proprio portafoglio, sebbene offra una protezione contro il calo dei mercati inferiore rispetto a quella dell’oro, almeno allo stato attuale. Tuttavia, “anche una piccola esposizione all’interno del portafoglio consentirebbe di ridurre la correlazione complessiva e perfino aumentare l’indice il rendimento e soprattutto l’indice Sharpe o Sortino”.

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